Trasferirsi a Parigi

Trasferirsi a Parigi, se non è il sogno di tutti, lo è di molti. Perché è una città romantica, perché è vivace, oppure ricca di appuntamenti culturali. Oppure perché ci sono tante vetrine con capi d’abbigliamento all’ultimo grido. Per mille motivi diversi, le persone che desiderano trasferirsi a Parigi sono numerose. Per multe resterà un sogno da “dipingere” con i colori che vogliono. Ci sono poi quelli che lo vedono come un progetto realizzabile, ed è per questi sognatori pragmatici che è bene raccontare cosa significa trasferirsi a Parigi e cosa aspettarsi da questo cambio di vita. E non solo di vita! C’è infine chi ha anche voluto condividere quest’esperienza di persona, raccontando almeno 10 motivi per imitare la questa scelta. A proposito troviamo un’utile articolo sul blog di Expedia Discover, che suggerisce ottime indicazioni per coltivare il proprio progetto. Non resta che dire “allons-y”.

Trasferirsi a Parigi: vita quotidiana Vista una volta la Torre Eiffel, visitato un paio di volte il Louvre e fatto un giro ogni tanto alle Galeries Lafayette, quando si inizia a vivere a Parigi è bene cominciare ad ambientarsi nella città distogliendo lo sguardo dalle attrazioni turistiche per scoprire i vantaggi di essere dei parigini d’adozione. Uno dei primi vantaggi di questa città è l’efficiente organizzazione che si può toccare con mano in vari ambiti. Nella amministrazione, nelle università se le frequentiamo, nel tran tran quotidiano e pratico di chi risiede in questo comune. Questa organizzazione contagia anche i trasporti che sono davvero comodi. I mezzi pubblici, e non solo la metro, ma anche tutti gli altri, ci trasportano dove vogliamo in modo capillare e a prezzi che, con gli abbonamenti di lungo periodo, non sono affatto improponibili. Il consiglio è di “spulciare” bene tutte le riduzioni possibili che, in Francia, non mancano.

Trasferirsi a Parigi: svago e cultura

Che sia per studio, per lavoro, per amore o per fuga, il nostro trasferimento a Parigi ci porterà al centro di un mondo fervido dal punto di vista culturale. Un divertimento e una vivacità a 360 gradi in vari settori: per cultura non si intendono solo musei e conferenze. A Parigi la storia fa capolino quando passeggiamo sui suoi ponti, perfetti per chi vuole riflettere e osservare la città che vive e si affaccia alla Senna. Ci sono poi molti eventi culturali e per chi vuole condividere le proprie passioni extra lavoro, realtà piccole e che riguardano magari solo un quartiere, ma che sono in grado di alzare la qualità della vita di chi è arrivato a Parigi da poco e ha bisogno di conoscere i propri vicini e qualcuno che ha gli stessi hobbies. Cinema, associazioni sportive dilettantistiche, teatri, corsi di cucito, di pittura o di tai chi. A Parigi il tempo libero è libero dal lavoro ma non è affatto vuoto, è ricco di opportunità

Trasferirsi a Parigi: eventi

Dalle opportunità quotidiane, passiamo alle opportunità “eccezionali”, magari che ci sono una volta all’anno ma gratuite. Un esempio è la Nuit des musées, a maggio, quando si svolge anche le printemps des rues, un Festival d’arte di un week-end al Canal St. Marteen. Oltre alla Fête de la Musique, il 21 giugno, Parigi in estate propone anche il Festival del Ciné en plein air al Parc de la Villette e Musique et jardines con concerti gratuiti nelle strade e nei giardini del 18esimo arrondissement, il Cinéma au clair de lune e le Nuits des étoiles. A settembre si riprende con la fete des jardins, una due giorni di visite gratuite nei giardini privati, dimostrazioni di apicultura, atelier di giardinaggio e degustazioni gratuite nelle vigne di Montmartre. Nonostante il clima possa diventare più freddo, in ottobre si tiene la Nuit Blanche dedicata all’arte e in novembre la Féte de la Science, per proseguire poi con una festa di “Contes et Histoires” dedicata ai viaggi, in dicembre, e con il capodanno cinese di solito in febbraio Trasferirsi a Parigi per un Café Venendo dall’Italia è difficile dire che si va a Parigi per un “Caffé” ma forse per un “café” è comprensibile, se con questa parola si intende non la bevanda ma il locale. Ce ne sono di celebri, spesso affollati di turisti che vogliono provare l’ebbrezza di esserci passati. Mi riferisco ad esempio al Café Charbon uno dei ritrovi di punta dell’Est parigino ai tavoli scrittori, architetti, grafici e professionisti, oppure al Café de Flore, dove sedeva Picasso ma anche Jean Paul Sartre e Simone De Beauvoir. Se si vive a Parigi si possono scoprire molti altri posti molto meno famosi ma davvero unici nella loro atmosfera “da café parisien”.

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