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   San Francisco - Tre giorni nella Sucker Free City
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Se sei vivo, non puoi essere annoiato a San Francisco… Se non sei vivo, San Francisco ti portera’ in vita! (William Saroyan)
   Diario di viaggio

Un luogo comune vuole che San Francisco sia la piu’ europea delle citta’ americane. Chiunque abbia visitato la West Coast si accorge subito che, per quanto l’architettura della Bay Area sia diversa da quella del resto della California, non puo’ invece esistere citta’ del vecchio continente che abbia molto in comune con San Francisco.

L’architettura puo’, forse, portare a qualche confusione. Le strade di San Francisco sono tortuose e strette come succede in pochi altri posti del Nord America. Inoltre, sono piene di saliscendi che vi faranno ricordare le colline di Parigi o persino le oscure vie di Anversa. Le abitazioni sono per la maggior parte di stile Vittoriano e il clima e’ inspiegabilmente mittel-europeo (Mark Twain una volta disse: Il mio inverno piu’ freddo e’ stato un’estate a San Francisco.)

Ciononostante, tutti i quartieri della citta’, tagliati in lungo e in largo dai famosi ma scomodi tram, sono permeati da un evidentissimo e originale spirito di innovazione, se non di rivoluzione, che ha ben poco di europeo, e che si radica nella ricerca di liberta’ dei minatori che affollarono lo Stato nella nota Corsa all’Oro (i famosi 49ers, che oggi danno il nome alla squadra di football locale), e, forse, persino dei pirati della Barbary Coast, che infestavano la baia nel diciannovesimo secolo.
San Francisco mi appare un’esplosione di liberta’ dal primo momento in cui vi metto piede.
Ci vado ad agosto, ma anche in questo mese bisogna aspettare almeno le undici del mattino prima di vedere la nebbia lasciare spazio a un timido sole.

La mia base e’ il neighborhood di Mission, probabilmente il quartiere piu’ liberal d’America grazie ai suoi circoli culturali, ai suoi cinema d’essai e alle librerie indipendenti.
Alloggio nella International Guest House, una stupenda residenza vittoriana, per guadagnarvi la quale dovete pero’ prenotare con mesi d’anticipo!

Durante il mio primo giorno a San Francisco, rinominata dai locali, come ricorda Spike Lee nell’ononimo film, “Sucker Free City” (“Citta’ Senza Fessi”), visito il quartiere di Haight Ashbury e il Golden Gate Park. E’ in quest’area che il movimento hippie ha avuto il suo zenith, quando, nel 1967, nella “Summer of Love”, divenne la residenza di Janis Joplin (al 122 di Lyon Street), dei Grateful Dead (710 di Ashbury Steet, proprio di fronte alla casa degli Hell’s Angels) e dei Jefferson Airplane. Negli anni ’70, il quartiere veniva considerato, insieme con il Canada, il rifugio di chi rifiutava la leva per il Vietnam.

Il Golden Gate Park non e’ soltanto un piacevolissimo e vasto parco dove cercare relax, ma una zona incredibilmente piena di risorse culturali (l’Asian Art Museum e il De Young Memorial Museum, per non parlare della galleria Far Side of Science dedicata alle esilaranti strip di Gary Larson), risorse scientifiche (lo Steinhart Aquarium e il Morrison Planetarium) e botaniche (il Conservatory of Flowers e lo straordinario Shakespeare Garden, dove sono piantati tutti i fiori menzionati dal Poeta nelle sue opere!)

Il parco e’ meta dei personaggi piu’ originali della citta’. Camminare a piedi nudi, come in tutto il quartiere di Haight Ashbury, in estate e’ la norma. A ovest della Presidio Boulevard, che taglia il parco in due, di domenica e’ frequentissimo imbattersi in festival musicali o teatrali (perlopiu’ comici). Non sentitevi minacciati se, durante queste manifestazioni, distesi sull’erba del parco, vi capita che qualcuno vi sorrida: in questo quartiere, fare amicizia con pochi convenevoli e’ un retaggio degli anni ‘60 ma, a quanto pare, ancora attuale!

In serata, scottato dal sole e desideroso di mettermi subito a letto, decido di cenare in fretta al famoso ed economico All You Knead di Haight Street, ma vengo impietosamente rallentato da un menu riempito da 8 fitte pagine di pietanze!

Il giorno successivo mi fermo nel quartiere che considero la mia “base”. Mission e’ piacevolissima da visitare con la luce del giorno. Prende il suo nome dalla Mision de los Dolores, l’edificio piu’ antico della citta’, eretto dagli spagnoli, come la maggior parte del quartiere, nel 1776. La missione e’ visitabile con un prezzo modicissimo e vi dara’ un’idea dell’avventurosa vita dei missionari, e dei pionieri, che per primi popolarono la California.

Passeggiando verso nord lungo la Mission Street, si incontrano i famigerati Murales. Quello che altrove viene considerato un danno all’architettura, a San Francisco e’ visto come un prezioso contributo all’espressione culturale cittadina. All’incrocio fra Valencia e Guerrero Street, visito il Precita Eyes Mural Arts Center, dove partecipo a un tour dell’arte pop dei muri di Mission. Durante il tour, ho l’occasione di fermarmi nelle decine di piccole librerie del quartiere.

Nel pomeriggio passeggio verso Ovest, nel quartiere di Castro. Universalmente considerata la capitale gay del mondo (un sesto della popolazione di San Francisco si dichiara omosessuale e vive per la maggior parte in questo neighborhood), Castro e’ anche un quartiere di grande interesse storico, considerati gli edifici vittoriani affiancati ai resti architettonici risalenti alla Corsa all’Oro. Dopo aver visitato l’incredibile libreria A different light, completamente dedicata alla cultura omosessuale, da Castro salgo (a fatica) sulle Twin Peaks, due colline fra Portola Drive e Clarendon Avenue, da dove ho una visione fantastica della citta’.

In serata ceno in una taqueria della 24th Street, poi mi fermo a bere una birra messicana in uno dei pub di Cesar Chavez Street, dove posso ascoltare l’avanguardia della musica latino americana.

Il terzo giorno a San Francisco e’ dedicato alle attrazioni piu’ note della citta’, ovvero il Fisherman’s Wharf, l’isola di Alcatraz e il Golden Gate Bridge.

Fisherman’s Wharf e’ insieme un porto (famosissimo il Pier 39, zeppo di negozi piu’ o meno kitsch, di ristoranti di pesce e di saltimbanchi), un rifugio per leoni marini (i quali hanno inspiegabilmente deciso di creare una colonia stabile e allegramente chiassosa nei pressi di questa costruzione umana), un centro commerciale (a Ghirardelli Square) e la sede di un museo peculiare, che vi fara’ ricordare la fabbrica di Willy Wonka… e’ la Ghirardelli Chocolate manufactory, un museo sulla fabbricazione del cioccolato, dove si puo’ gustare un gelato gigante da otto (si’, otto) gusti, ricoperto di panna montata, banane, noccioline e ciliegie, per poco meno di 20 dollari!

L’isola di Alcatraz (che prende il nome dagli Alcatraces, i pellicani che la popolavano) e’ stata una prigione inespugnabile fino al 1964, anno in cui e’ diventata un luogo d’attrazione. E’ raggiungibile dal Pier 41 con una breve gita in barca. In considerazione della lunghissima fila, e poco desideroso di visitare una prigione, rinuncio al tour.

Non rinuncio, nonostante la nebbia del tardo pomeriggio, invece a passeggiare sul Golden Gate Bridge. Si tratta di un’opera architettonica fragorosa. Sovrasta la Baia di San Francisco con i suoi quasi tre chilometri di lunghezza colorati di ruggine e le sue torri alte piu’ di duecento metri. Dal Bridge si ha una bellissima vista della zona Nord-Ovest di San Francisco e del suo Presidio, una zona dedicata al ciclismo e al jogging dove perdersi e’ la cosa piu’ facile che possa succedervi.

In serata visito Chinatown, uno dei principali luoghi di passeggio di San Francisco, con la sua Grant Avenue, la strada piu’ antica della citta’. E’ il momento giusto per comprare souvenir: il giorno seguente ripartiro’ per Los Angeles. Raggiungo dunque il vicino quartiere di North Beach, dove, negli anni ’60, vivevano i poeti Beat. Faccio razzia di libri al City Lights Bookstore, la libreria aperta fino a notte, che, per prima, pubblico’ l’Urlo di Allen Ginsberg, il manifesto della Beat Generation.

Il giorno dopo lascio la Sucker Free City con grande rimpianto. E’ una citta’ di tremendo appeal. Del resto, scriveva Oscar Wilde gia' un secolo e mezzo fa: e’ una cosa strana, ma ogni persona che scompare viene vista prima o poi a San Francisco…



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