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   SantoDomingo
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Repubblica Dominicana: spiagge meravigliose, rum, sigari e ... tanta voglia di ballare!
   Diario di viaggio

Lasciamo una Milano fredda e grigia e atterriamo a notte fonda in uno degli aeroporti della Repubblica Dominicana, La Romana. Abbiamo volato con Livingstone, compagnia aerea di Ventaglio, tour operator che abbiamo scelto per il nostro Natale ai Caraibi. In circa 30 minuti raggiungiamo il Ventaclub Gran Dominicus in località Bayahibe.

Al mattino abbiamo la possibilità di conoscere meglio il villaggio. La struttura è piacevolissima, colorata, immersa nel verde. Camminando lungo vialetti fioriti si raggiunge la zona centrale dove c’è un bar e una piscina grandissima a ridosso della spiaggia. Ovunque attrezzature sportive per dedicarsi a beach volley, calcio, ping pong, pallanuoto, tiro con l’arco, tennis, palestra, sport e divertimenti nautici. Il villaggio offre quattro ristoranti e la cucina si dimostra superlativa fin da subito, con abbondanza di pesce e dolci indimenticabili. La spiaggia è attrezzata con lettini e comodissimi ombrelloni di paglia, indispensabili per ripararsi dagli scrosci di acqua improvvisi ma brevi, tipici del clima caraibico. Sulla spiaggia ci sono altri due bar, uno dei quali offre per tutta la giornata wurstel, patatine e frutta. La sabbia e meravigliosamente fine ed invita a lunghe passeggiate.

Trascorriamo il Natale in villaggio, dove gli animatori organizzano l’arrivo di Babbo Natale dal mare, con tanto di renne e doni distribuiti a tutti i piccoli ospiti.

Camminando lungo la spiaggia di Bayahibe abbiamo la possibilità di vedere gli altri villaggi/hotel e decisamente il Ventaclub Gran Dominicus è la struttura migliore presente in questo lato della costa dominicana. Il costo della nostra settimana è sicuramente maggiore degli altri, ma la differenza lo giustifica a pieno.

Dopo un paio di giorni in villaggio iniziamo la nostra esplorazione della repubblica dominicana.

La nostra prima visita è stata ad Altos de Chavon, un villaggio costruito in stile spagnolo del ‘500 situato su di una collina sopra il fiume Chavon, dove sono state girate alcune scene di Apocalipse Now, Rambo II e King Kong. Il panorama del fiume da qui è eccezionale.

Il giorno seguente appoggiandoci al Team Escursioni di Ventaglio visitiamo l’isola di Saona. Partiamo in mattinata direttamente dal villaggio con una lancia in direzione dell’isola. Lungo il tragitto ci si ferma per una sosta alle “piscine naturali” dove ci caliamo nell’acqua cristallina e camminiamo tra le stelle marine più grandi e rosse che io abbia mai visto. Le abbiamo prese in mano, bene attenti a tenerle sotto la superficie dell’acqua. Dopo questa indimenticabile pausa si raggiunge finalmente l’isola di Saona. Ad accoglierci uno spettacolo mozzafiato, un’infinita spiaggia di finissima sabbia bianca, palme a ridosso del mare, alcune piegate verso l’acqua quasi si fossero messe in posa per farsi fotografare. Enormi conchiglie bianche e un’acqua cristallina. Davanti agli occhi il classico poster da appendere in camera sognando scorci di paradiso. Abbiamo trascorso la giornata passeggiando, facendo il bagno e mangiando aragoste alla griglia all’ombra delle palme. Il ritorno è organizzato su di un grande catamarano dove vengono offerti coca cola e rum e la possibilità di ballare per chiudere nel classico festoso clima dominicano questa indimenticabile giornata.

Dopo la fantastica visita all’isola di Saona, il giorno seguente optiamo per una meta dal carattere più culturale, la città di Santo Domingo, capitale della Repubblica Dominicana.

Come già fatto per la visita di Altos de Chavon, anche per questa escursione ci appoggiamo a un taxista del luogo per poter essere liberi di decidere il nostro itinerario in base ai nostri tempi ed interessi.

Dopo circa 2 ore di auto da Bayahibe raggiungiamo la città. La prima tappa è nella zona coloniale dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Girando a piedi per le caratteristiche vie troviamo alcune delle costruzioni spagnole più antiche di tutto il continente. Il nostro giro inizia da Plaza Colòn, o piazza della Cattedrale, che rappresenta il centro del quartiere coloniale. Al centro della piazza c’è una statua di Cristoforo Colombo e dietro la Cattedrale di Santa Maria La Menor, che è stata la prima cattedrale del Nuovo Mondo iniziata a costruire nel lontano 1521. Proseguiamo la visita fermandoci al Panteon Nazionale, dove sono sepolti alcuni tra i personaggi più illustri della città, e poi alla Casa Reale, dove entriamo per visitare il museo che ospita un’ampia raccolta di armi di varie epoche a partire dal 1500. Di fronte alla Casa Reale troviamo il Reloj del Sol, del 1753, uno degli ultimi orologi solari ancora esistenti al mondo. Proseguiamo verso l’Alcazar de Colon che fu sede della Corte spagnola d’Oltremare. Alle sue spalle una serie di edifici, oggi trasformati in ristoranti e boutique con il nome di Las Atarazanas. Continuiamo passeggiando per Calle Las Damas come facevano le nobildonne e i conquistatores dei tempi di Colombo, i quali camminavano lungo questa via per godersi la brezza serale del fiume Ozama. La nostra ultima tappa prima di lasciare la città vecchia è La Fortaleza, lungo il fiume Ozama con la Torre del Homenaje alta ben 19 metri e costruita nel 1507. Dopo il quartiere coloniale, ci dirigiamo verso il Faro a Colon. Il moderno monumento in cemento armato è dedicato a Cristoforo Colombo, scopritore del Nuovo Mondo. La costruzione è a forma di croce immersa in splendidi giardini e dalla quale si gode un panorama meraviglioso della città. Al suo interno c’è un sacrario dove si dice siano custodite le spoglie del navigatore genovese. Chiudiamo la visita della città con un’ultima fermata a “Los tres Ojos” (i tre occhi) dove troviamo tre lagune di acque profonde e cristalline all’interno di una grande grotta; vi accediamo attraverso una scala che permette di ammirare la vegetazione naturale e il complesso di stalagmiti presenti. Da non perdere l’ultima delle tre lagune, raggiungibile con una zattera attraversando la seconda. Dal buio totale della grotta si apre uno spiraglio di luce e lo spettacolo che si apre ai nostri occhi ha quasi del surreale. Un’altra giornata che ci lascia dei ricordi indimenticabili.

L’ultima tappa della nostra visita della Repubblica Dominicana è il Manati Park in località Bavaro. La scelta di questa tappa nasce dalla possibilità di poter nuotare con i delfini, esperienza per noi del tutto nuova. Il costo non è irrisorio (85 US$ a persona), ma ne vale sicuramente la pena. Partiamo da Bayahibe con il nostro ormai affezionato taxista Rodolfo Valentino. Il viaggio dura circa due ore, la strada è più dissestata rispetto a quella percorsa ieri per raggiungere Santo Domingo. Durante il tragitto facciamo una velocissima sosta per fotografare la meravigliosa basilica di Higuey, immersa in un incredibile palmeto. Raggiunto il parco ci viene assegnata una guida, Antonio, il quale ci accompagna alla scoperta dei vari animali custoditi all’interno del parco: pappagalli, tucani, fenicotteri, iguane, coccodrilli e molti altri. Antonio si preoccupa che arriviamo puntuali ai due simpatici spettacoli dei pappagalli e dei cavalli andalusi. I bambini si divertono molto, ma ammetto che anche noi ci facciamo un bel po’ di risate. Finalmente arriviamo alla vasca dei delfini dove ci viene chiesto di metterci in costume e ci viene fatto indossare un salvagente. Come prima cosa entri in piscina e i delfini sono liberi di nuotare intorno a te: sono fantastici, si lasciano accarezzare, si avvicinano senza timore, giocano con noi. L’addestratore ci chiede poi di metterci in fila a bordo della piscina così che ognuno di noi possa vivere la sua esperienza individuale con questi animali. Il delfino si avvicina e scocca un bel bacio sulla tua guancia, poi si gira a pancia in su e invitandoti ad afferrare le sue pinne ti trascina attraverso la piscina fino al lato opposto, una volta al sicuro si riavvicina e appoggia il suo dolce muso sulla tua spalla. Un’esperienza unica e indimenticabile, peccato che non ci sia un secondo giro. Dopo il bagno assistiamo a uno spettacolo rappresentativo degli indios Taino, primi abitanti della zona e poi allo spettacolo vero e proprio di delfini, foche e leoni marini. Antonio ci riaccompagna all’uscita dove ci attende Rodolfo e torniamo al villaggio con la consapevolezza di avere vissuto un’esperienza davvero unica.

Trascorriamo l’ultimo giorno in totale relax all’interno del villaggio. Siamo molto soddisfatti, in questi sette giorni: siamo riusciti a vedere molte cose e nulla ci ha deluso a partire dai posti, dalle persone e dalla … cucina. Non siamo ancora partiti è già pensiamo che la prossima volta ci piacerebbe esplorare l’altro lato dell’isola: la penisola di Samanà, una vacanza alternativa in una delle zone più importanti dal punto di vista naturalistico.

Alcuni consigli per la vostra vacanza:

Spostamenti: Noi abbiamo utilizzato il taxi, fatta eccezione per l’isola di Saona, dove abbiamo preferito appoggiarci al tour operator soprattutto per una questione di assicurazioni essendo l’escursione in barca. Per tutte le altre visite il taxi è il mezzo migliore: si ottimizza il costo in quanto il prezzo è per l’auto e non a persona e si decide l’itinerario in base ai propri interessi e tempi. Abbiamo conosciuto un simpatico signore dominicano, Rodolfo Valentino, che ci ha lasciato il suo contatto e-mail valentinrodriguez27@hotmail.com e il suo recapito telefonico: 809-545-0174. Se avete occasione di recarvi nella Repubblica Dominicana vi consigliamo di contattarlo è disponibilissimo, gentile, parla italiano, ha un’auto spaziosa ed estremamente pulita.

Valuta: Vi consigliamo di munirvi di dollari americani o Pesos dominicani, altrimenti si rischia che il cambio applicato sia 1€=1$. Gli Euro sono accettati ovunque, ma i resti sono in valuta locale e il cambio applicato non è sempre favorevole.

Clima: Avere sempre nella borsa un ombrellino di quelli pieghevoli, d'inverno le piogge durano pochi minuti, ma possono essere molto intense.



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