Comporta

Gettonata, forse troppo, o magari già vista più volte, di passaggio, o per un soggiorno di mare di qualche anno fa, l’Algarve sembra passata di moda. Nei programmi dei viaggiatori in cerca di mare e natura, e di tranquillità autentica, ha lasciato il posto all’Alentejo e, in particolare, a Comporta, meta di riferimento per questa zona, per ora non ancora invasa dal turismo di massa.

 

Non è solo entrata nel cuore di molti turisti, Comporta, ma anche in liste “celebri” che vengono spesso consultate da chi cerca mete interessanti anno dopo anno. Già nel 2013 il Guardian la citava tra le 20 migliori spiagge europee, nel 2014 era una delle 21 località Best of the World del National Geographic Traveler. Prima che si sparga troppo la voce, e Comporta diventi “alla moda” snaturandosi, cosa che speriamo tutti non accada, ma la storia di molte altre località come questa insegna, affrettiamoci a visitarla. Ci si arriva in aereo, con TAP Portugal, e da Roma, Milano, Bologna e Venezia ci sono comodi voli diretti verso Lisbona. Un’alternativa è quella di prendere il volo per Porto, diretto, ma c’è solo per ora da Roma e da Milano.

Comporta si presenterà ai nostri occhi come un paradiso candido, come una perla color sabbia chiara incastrata con dolce determinazione tra il blu dell’oceano, l’azzurro del fiume Sado che in quest’area si tuffa nel mare, e le risaie e le foreste di pini che ricoprono le coste.  L’Alentejo è tutta una penisola di dune, spiagge bianche lunghe e di verde, verde ospitale vista la quantità di cicogne che vi nidificano. Con base a Comporta, si può trascorrere una vacanza rilassante e allo stesso tempo animata da tante piccole escursioni in cerca di nuove spiagge, di biciclettate, di passeggiate in riserve naturali “riservate”.

Comporta

Comporta: relax

Per chi ama il relax, Comporta è una meta davvero ideale mentre chi cerca il divertimento chiassoso, giorno e notte, ha sbagliato strada e zona. In questo paese e in tutta l’area attorno ci sono tante occasioni per andare a cavallo o in bicicletta, ma non per andare in discoteca, molti spettacoli naturali da fermarsi a guardare, certo più sorprendenti di quelli artificiali. La luce del tramonto a Comporta non è paragonabile con quelle stroboscopiche dei locali notturni di altre località balneari.

Chi desidera trascorrere una settimana o più in riva al mare, anzi, sull’Atlantico, recuperando un po’ di serenità, riprendendo possesso delle proprie giornate e delle proprie idee, non può che recarsi a Comporta. Sostando in un chiringuito o in uno dei tanti piccoli ristorantini di pesce ricavati in antiche e caratteristiche case di pescatori, bianche e blu. La vita di mare da queste parti c’è eccome ma non ha nulla a che fare con quella classica da spiagge affollate in cui sgomitare e trovarsi a difendere i propri centimetri quadrati di spazio.

Non è obbligatorio trascorrere tutto il giorno al mare, si può fare anche un giro sulle dune, all’interno delle riserve naturali, osservando cojn rispetto i rifugi delle cicogne. L’ideale sarebbe dormire in uno di quei capanni da pesca che gli abitanti della zona hanno trasformato in B&B sull’acqua.

Comporta

Comporta: verde

Oltre a trovare molto verde, vicino al mare, a Comporta si trova anche un particolare rispetto per l’ambiente. Ci sono delle regole ferree che permettono a quest’area di restare pulita e in salute, e anche caratteristica. Nessuna colata di cemento, per non parlare di cartacce e di parcheggi per auto immensi. Non ne troverete!

Anche allontanandosi da Comporta, si trova ancora verde e natura: a sud di Sines, c’è il Parque Natural do Sudoeste Alentejano e Costa Vicentina, con vari sentieri per pedoni e per ciclisti.

Comporta

Comporta e l’Alentejo

Gironzolando nella regione, una volta arrivati a Comporta e sistemati, si possono scoprire tanti piccoli angoli preziosi. Alcácer do Sal, ad esempio, un antico borgo che si affaccia sul fiume, abbracciato attorno alla sua chiesa, nota per le pareti ricoperte di azulejos bianchi e azzurri. Attorno vivono molte cicogne che non si vergognano a fare il nido sui tetti e sui pali della luce.

Altra tappa del nostro tour può essere Carrasqueira, villaggio di pescatori con delle curiose palafitte costruite sull’estuario del Sado, e poi c’è l’Ilha do Arroz, così chiamata in omaggio al riso, molto coltivato. Sempre in onore del riso c’è perfino un museo, il Museu do Arroz , ovviamente con ristorante annesso.

Se ci si avventura a sud, si trovano zone più rurali, più verdi, meno turistiche ancora, caratterizzate dalla presenza di sughereti di cui la regione è una grande produttrice. Per chi preferisce procedere vicino al mare, non mancano spiagge scenografiche per il loro candore, calette nascoste tra le falesie, come Buzinhos, das Furnase Tonel. Difficile arrivarci ma poi si è ripagati al 100%.

Un altro luogo magico, non banale da raggiungere ma imperdibile anche solo per l’atmosfera che vi regna, è Capo Sardão. E’ l’unico posto al mondo in cui la  nidifica sugli scogli, è quindi un luogo selvaggio che si affaccia su una costa frastagliata e quasi arrabbiata.

di Marta Abbà

 

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