Cosa fare a Petra

Nel progettare il proprio viaggio in Giordania, molti dedicano un giorno solo a questa meraviglia per cercare di vedere magari anche il Mar Morto e altre mete nei dintorni. Vi mostreremo cosa fare a Petra in tre giorni suggerendovi di trascorrere più tempo in questo luogo magico, anche per lasciare che il fascino della popolazione che lo ha costruito vi raggiunga. In questo arco di tempo non staremo solo nel sito di Petra che seppure molto grande finirebbe per stufarci, ma gireremo nei dintorni del sito per guardarlo da diversi punti di vista e per scoprire altri interessanti ma meno noti monumenti.

Cosa fare a Petra in tre giorni: primo giorno, il sito

Il primo giorno lo dedichiamo sicuramente al sito che magari sogniamo di vedere da parecchio e che abbiamo visto ritratto in tante fotografie di amici on line. È soprannominata Città Rosa, il suo nome arabo è Al-Batra ed è uno dei più importanti siti archeologici di tutto il mondo. È stata la città degli Edomiti e poi dei Nabatei, sorge a Sud della Giordania e fino al 1812 nessuno ne sapeva nulla o quasi.

Camminando per il sito tutto di deliziosa pietra con sfumature rosee, ci si sorprende delle sue dimensioni ma anche della preziosità dei suoi edifici. Il più famoso in assoluto è il Tesoro a cui si arriva dopo un primo tratto di percorso stretto tra due pareti di roccia con un meraviglioso effetto sorpresa. Questo monumento risale a oltre 2.000 anni fa e sembra che un faraone Egiziano in guerra contro gli israeliti nascose il proprio tesoro all’interno. Proseguendo la visita possiamo ammirare oltre 800 monumenti tra tombe, templi, sale, porte.. alcune sono state distrutte dai popoli beduini, altri dallo scorrere del tempo e dalle intemperie.

Dal 1985 Petra è anche patrimonio umanitario dall’Unesco ed è stata inserita anche nella lista delle 7 meraviglie del mondo moderno, un altro monumento prezioso al suo interno, da raggiungere sudando per centinaia e centinaia di gradini oppure a dorso di un mulo, è il monastero. Sulla cima di una delle tante montagne dei dintorni, mostra la sua facciata rosacea fiero e ben modellato. Poco più in alto si può godere di una vista magnifica sul territorio giordano che a tratti sembra essere infinito e lunare.

Cosa fare a Petra

A rendere il sito ancora più celebre di quanto non sia ci si mette anche il mitico Lawrence D’Arabia. C’è una leggenda che narra come durante la Prima Guerra Mondiale proprio a Petra ci fu una battaglia fra un gruppo di donne beduine impegnate nella Grande Rivolta Araba, e l’armata Turco-Ottomana, con la presenza di Lawrence D’Arabia. Vero o non vero che sia, vista con uno sguardo moderno questa città è perfetta come location per film e serie TV. Tra i titoli più noti in cui è stata utilizzata ci sono ok Indiana Jones e l’ultima crociata, Le mille e una notte, Mortal Kombat, e Transformers: La Vendetta del Caduto.

Per visitare il sito la cosa migliore è presentarsi alla sua apertura, alle sei, per evitare affollamenti e fare la visita senza troppo caldo, ad esempio in estate. In inverno è conveniente fare l’alba lo stesso perché viene buio presto ed è meglio guadagnare tempo. C’è da camminare parecchio, preparatevi, ma sarete incantati dalla bellezza del luogo e non vi accorgerete dei chilometri percorsi al suo interno per curiosare nelle tantissime “buche” nella roccia. Tra una tomba e un capitello, troverete tantissime bancarelle con souvenir e prodotti di artigianato locale, interessanti anche se non sempre convenienti come prezzo. Ed è obbligatorio trattare se volete fare affari, fa parte del gioco.

Cosa fare a Petra in tre giorni: secondo giorno, Piccola Petra

Piccola Petra è come una succursale della Petra che abbiamo visitato e possiamo organizzarci il secondo giorno per visitarla. Un modo per farlo è raggiungerla in taxi – sono 14 km – poi tornare a Petra a piedi lungo un percorso non sempre ben segnalato ma che ci permette di vedere i dintorni del sito, il paesaggio vario e poco popolato. Petra Piccola è nota anche come Petra la Bianca, oppure canyon freddo. Effettivamente non ha le sfumature rosate di Petra, è in arenaria ma è sempre un sito nabateo.

Le sue dimensioni non sono paragonabili a quelle della sorella maggiore, la si visita in poco tempo ed è suddivisa in tre aree aperte più ampie collegate da un canyon di 450 metri. Sembra che fosse una sorta di sobborgo creato soprattutto per i commercianti di passaggio lungo la via della Seta, per dare loro refrigerio, cibo e accoglienza. Alla scomparsa dei Nabatei fu lasciata andare in rovina, gli scavi che lo hanno messa in luce risalgono al XX secolo. Uno dei suoi edifici più belli è certamente un biclinium scoperto solo nel 2010. Si tratta di una sala da pranzo situata in una delle caverne dove si sono ben conservati parecchi affreschi e dipinti con viti, uva, putti, in omaggio a Dioniso. Questi sono un rarissimo esempio di pittura ellenistica su larga scala, considerato superiore anche ai dipinti romani successivi di Ercolano.

Da Piccola Petra si può imboccare un sentiero per Petra chiedendo informazioni sul posto. In un paio di ore circa ci permetterà di tornare a Petra rientrando nel sito proprio dove sorge il monastero. Per questo conviene acquistare l’ingresso valido tre giorni. Giunti al monastero non abbiamo che da scendere gli scalini e raggiungere gli altri monumenti approfittandone per rivederne alcuni. Non tardiamo troppo però perché giunti al centro visitatori ci aspetta una interessante esibizione di pannelli e reperti storico davvero ben organizzata e che ci aiuta a contestualizzare le meraviglie che abbiamo visto. C’è anche il Museo, con entrata compresa nel biglietto, ma quanto trovate nel centro visitatori è molto più chiaro ed esauriente.

Cosa fare a Petra

Cosa fare a Petra in tre giorni: terzo giorno, Tomba di Aronne e Palazzo della Figlia del Faraone

Il terzo giorno a Petra è dedicato alla Tomba di Aronne, poco lontano dal sito e che possiamo raggiungere con un trekking di qualche ora. L’edificio è modesto ma la vista che offre è impagabile. La costruzione bianca svetta sulla cima di una montagna scura e risale al XIII secolo. È stato fatto realizzare da un sultano mamelucco che si trova sul Jabal Harun. Per raggiungere questo santuario si entra nel sito di Petra e si passa dietro al Palazzo della Figlia del Faraone, proseguendo dritto fino all’inizio della salita. Per chi non se la sente di camminare, esiste la possibilità di arrivarvi a dorso di dromedario o di mulo, con un ultimo tratto di salita da fare comunque a piedi. Tornando al sito dopo questa escursione possiamo visitare l’altare del sacrificio se le nostre gambe non siamo stanche. Si trova all’altezza del tesoro ma ad alta quota.

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