Recanati

Chi conosce Recanati la conosce per via di Giacomo Leopardi, cittadino illustre di questo borgo che però merita una visita anche al di là del poeta che lo ha reso noto in tutto il mondo. Cero è che risulta difficile scindere l’idea di Recanati con quella di Leopardi che ne ha descritto i luoghi in molte sue opere, in modo incantevole e memorabile.

Come se non bastasse, chi visita per la prima volta Recanati si trova i suoi versi ovunque, materialmente appesi in giro per la città, e se lascia che gli occhi si perdano nel paesaggio circostante, le cose non migliorano perché vi riconoscerà proprio quei panorami che ha letto descritti in rima dal poeta.

Proviamo quindi a visitare questa cittadina da un lato andando alla ricerca delle tracce del poeta, dall’altro cercando di scoprire le sue bellezze slegate dalla sua imponente figura.

Recanati: dove è

Siamo nelle Marche. “Reganati”, così si chiama in dialetto locale, è un comune italiano di oltre 20 mila abitanti situato nella provincia di Macerata. Sorge sulla cima di un colle che mostra una sorta di altipiano, a quota 293 metri sopra il livello del mare. Recanati è racchiusa tra le valli dei fiumi Potenza e Musone, è a 40 chilometri da Ancona ma solo a 20 da Macerata e a 8 chilometri da Loreto.

Vicino a questo paese, a massimo una decina di chilometri, c’è anche il mare Adriatico che lo divide dalla Dalmazia, guardando ad est, mentre se ci si volta a Nord si scorgono il monte Conero e le cime degli Appennini. Le cime dei Monti Sibillini con il monte Vettore e più su il monte San Vicino, lo Strega e il Catria.

Possiamo tranquillamente parlare di Recanati come di una delle tante città balcone marchigiana, per via del panorama meraviglioso di cui si può godere visitandola, un panorama che comprende pianure, valli, montagne e città.

Recanati

Recanati, cosa vedere: luoghi leopardiani

Inutile visitarla cercando di fare finta di nulla, ovunque si incappa nel poeta, da qualsiasi parte ci si volti. Rassegniamoci e andiamo in cerca dei classici luoghi leopardiani a partire dal Palazzo Leopardi, la casa natale del poeta. Oggi l’edificio è abitato dai suoi discendenti e aperto al pubblico, è stato ristrutturato e sistemato come lo vedete oggi dall’architetto Carlo Orazio Leopardi verso la metà del XVIII secolo. Di tutta la casa, la parte più interessante è certamente la biblioteca in cui si trovano addirittura oltre 20.000 volumi. Un vero paradiso per gli appassionati che vi possono trovare anche dei libri molto antichi, raccolti dal padre del poeta, Monaldo Leopardi.

Proseguiamo con la nostra visita leopardiana arrivando nella Piazzetta del Sabato del Villaggio sui cui si affacciano il Palazzo che abbiamo appena visto e anche la casa di Silvia e la chiesa di Santa Maria in Montemorello (XVI secolo), nel cui fonte battesimale fu battezzato Giacomo Leopardi nel 1798.

Tra le costruzioni da visitare, sulle tracce del poeta, anche il Palazzo Antici-Mattei, la casa della madre di Leopardi, Adelaide Antici Mattei.

Riprendendo i suoi versi, andiamo alla ricerca del “Colle dell’Infinito” che è la sommità del Monte Tabor. Da questa cima si può osservare un meraviglioso paesaggio, quello che abbiamo sempre sentito descritto in versi. Da queste parti troviamo anche il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura, sede di convegni, seminari, conferenze e manifestazioni culturali.

Terminiamo la Recalcati di Leopardi con la Torre del Passero Solitario, torre da ricercare nel cortile del chiostro di Sant’Agostino. In passato mostrava una caratteristica cuspide a cartoccio ma è stata decapitata da un fulmine nella metà del XIX secolo. Troviamo questo edificio decantato nella poesia “Il passero solitario”.

Recalcati oltre Leopardi

Che città è Recalcati, senza Leopardi? Una gradevole cittadina delle Marche che è piacevole conoscere passeggiando.
Nella Villa Colloredo Mels troviamo la pinacoteca che ospita alcuni capolavori di Lorenzo Lotto, artista che non è nato ma che ha vissuto qui per molto tempo, lavorando per i frati domenicani. Ci sono opere molto pregiate di questo artista, come ad esempio un’Annunciazione con un prestante Arcangelo Gabriele e una Maria molto spaventata, per lo meno quanto il gatto che le sta vicino. Nelle sale della pinacoteca possiamo trovare anche la pala di San Domenico e la trasfigurazione con un Cristo che diventa luce mentre nel piano interrato dello stesso palazzo c’è il Museo dell’Emigrazione Marchigiana.

Lasciata la pinacoteca possiamo raggiungere il centro e quindi la bella e sontuosa cattedrale di San Flaviano. Nulla di eccezionale, vista dall’esterno, ma visitata nel suo interno, lascia a bocca aperta. Da non perdere, anche il soffitto a cassettoni. Lungo la strada principale si incontra una piccola chiesa, la chiesa di Sant’Anna, che custodisce una riproduzione fedele della casa di Loreto.

Ora possiamo andare in piazza Giacomo Leopardi per vedere la torre residuo della Recanati Medioevale e salirvi per ammirare la città dall’alto. Nei paraggi c’è poi il teatro Persiani con un museo dedicato ad un altro celebre cittadino di Recalcati: il tenore Beniamino Gigli.

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